C’è una domanda che ogni tanto vale la pena farsi: cosa significa davvero essere presenti? Non nel senso fisico del termine – esserci, occupare uno spazio, o come nel nostro caso servire un piatto. Ma nel senso più pieno, quello in cui la presenza diventa partecipazione, e la partecipazione diventa racconto.
Anche quest’anno, a Palermo, il 20 giugno siamo tornati tra le mura del Magnisi per il TEDx- The Age of AI, che ha accolto le voci di 6 speaker di ambiti diversi su un tema profondamente attuale: l’intelligenza artificiale. Lo scorso anno, col tema Sea of Impact, abbiamo dimostrato che anche il cibo può essere un’idea. E il cibo di strada, quando è fatto con memoria e intenzione, trasforma i luoghi, le persone, i momenti.
Il tema di quest’anno potrebbe sembrare un mondo lontano dal nostro, ma per come la vediamo noi, in un’epoca in cui tutto accelera, in cui gli algoritmi imparano sempre di più a replicare qualsiasi cosa, ciò che resiste è l’autenticità. È il sapore che riconosci quando addenti un panino perché ti appartiene, perché è fatto di luoghi e di persone prima ancora che di ingredienti. Il profumo del fritto, una conversazione nata per caso, il riconoscersi in un cibo che è anche un pezzo di identità collettiva.
Porta Carbone era presente per ricordare che le connessioni più potenti, anche nell’era dell’AI, continuano a passare attraverso le cose umane. E forse è proprio questa la responsabilità più grande che ci portiamo a casa da ogni TEDx: capire che ogni epoca, anche quella dell’intelligenza artificiale, ha bisogno di chi sa restare umano fino in fondo. Non per resistere al cambiamento, ma per dargli un senso. Perché un futuro fatto solo di velocità, senza radici, rischia di perdere proprio quello che rende le cose memorabili: per noi di Porta Carbone, il tempo condiviso, il gesto fatto con cura, lo sguardo di chi ti serve un piatto sapendo che dietro c’è una storia. E poi, come ha detto una delle voci della giornata: l’intelligenza artificiale non saprà mai friggere un’arancina.
Quindi essere presenti, per noi, ha sempre significato questo: metterci nei luoghi dove la città pensa, discute, immagina il proprio domani. Perchè? Per creare un momento in cui le persone si fermano, si guardano, si raccontano qualcosa – magari con un panino in mano, o semplicemente in coda, in attesa del proprio turno.
Noi nel frattempo friggiamo, perchè l’IA non proverà mai il senso di fame, ma voi sì. Vi aspettiamo da Porta Carbone.
Assa mancia!
