Panino panelle, crocchè e melanzane

Ciavuru di fritto

Ti abbiamo già parlato del pani ca meusa – storia, tradizione, strutto e il grande dilemma schetto o maritato. Speriamo tu abbia preso appunti. Oggi però cambiamo panino, e lo facciamo con un’altra istituzione dello street food palermitano (stavolta questo è vegano): panelle, crocchè e melanzane fritte.

Come ormai avrai capito, a Palermo il profumo di cibo è qualcosa di persistente, che ti segue ovunque. A maggior ragione se si tratta di profumo di fritto. E sottolineiamo profumo: caldo, avvolgente, appagante. Non è semplice odore, non è puzza. E se c’è un panino che lo rappresenta meglio di tutti, è il panino con panelle, crocchè e melanzane fritte, tutto insieme, dentro una morbida focaccia che assorbe ogni sapore e te lo restituisce amplificato. Panino semplice? Sì, in apparenza. Ma a Palermo le cose semplici nascondono sempre una storia, e ora te la raccontiamo.

Un po’ arabi, un po’ francesi, un po’ palermitani

Le panelle sono nate a Palermo dall’ingegno degli arabi, che ricavavano dai ceci una farina da impastare con acqua e pochi altri ingredienti, ma il risultato così com’era non li convinceva del tutto. Soluzione? Friggerlo. Perché il fritto non sbaglia mai, e questa è una verità che a Palermo nessuno ha mai messo in discussione. Il risultato fu sorprendente, e le panelle arrivarono dritte alla corte del re, che le apprezzò moltissimo. Da piatto povero a cibo degno di una tavola reale. E da allora, le panelle non hanno mai abbandonato le strade di Palermo.

La crocchette di patate, o crocchè, o cazzilli, se vuoi parlare come un palermitano vero, sono un’altra storia. Le patate in Europa arrivarono tardi, diffondendosi dalla Francia, e a Palermo furono trasformate in morbide crocchette fritte, con sale, pepe, menta che dà quella “spinta in più” e prezzemolo nell’impasto. A un certo punto qualcuno ha avuto l’idea di metterle insieme alle panelle e il resto è storia.

Passiamo alle melanzane. Fritte, ovviamente.

Tecnicamente è una verdura. Tecnicamente stai mangiando qualcosa di sano. Il fatto che sia immersa nell’olio bollente è un dettaglio, un passaggio tecnico, una questione di metodo. L’importante è che ci sia, e che aggiunga a questo panino una morbidezza e una profondità di sapore che nessun altro ingrediente potrebbe dare allo stesso modo. Quindi sì, questo panino ha la sua verdura. Noi siamo persone responsabili.

E poi, come già detto, è vegano: niente latticini, niente carne, niente uova. Se sei vegano, questo panino è una delle cose più buone che Palermo ha da offrirti. Se non lo sei, rimane comunque uno dei panini più soddisfacenti del nostro street food. Morbido, umido, materie prime buone e di qualità. Come per tutte le nostre specialità, vogliamo che ogni morso racconti una storia di tradizione e amore per la nostra terra, e che sia un’esperienza genuina di piacere e scoperta.

Hai letto abbastanza, ora vieni a mangiarlo.

Assa mancia!

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